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TROFEO “LA GLORIA” – 23 Settembre 2006
Scongiurato il pericolo del monsone,
che una settimana fa ha mandato alla malora la disputa dell'Aniene Gold
Race, al raduno di partenza del Trofeo "La Gloria" 2006 si contano gli
assenti, quasi tutti ingiustificati. La squadra Scout si schiera in
formazione fortemente rimaneggiata; mentre tra gli altri mancano Marco
Ngugi, protagonista di sempre; il Freccia, in corsa altrove a bordo di
una Panda; Paolo Bettini, che ci snobba e preferisce correre
l'insignificante Mondiale del giorno dopo; e una fanciulla di cui non
facciamo il nome per evitare incidenti diplomatici internazionali, la
quale comunque aveva indotto il grande Ciocchetti a tornare a cimentarsi
di nuovo nella gara che egli già aveva collocato due volte nel proprio
palmarés. Prima del via il nervosismo e la tensione sono
palpabili. Alessandro e Dueta discutono a lungo sul rincaro del prezzo
degli affitti; Gian Luca e Lorenzo si raccontano le rispettive
villeggiature; il Presidente richiama tutti alla calma dispensando le
proprie parole di saggezza: "Ahò! Ve stongo a vede' teorici!".
Poco dopo anche il nostro tradizionale cronometrista Toni "Guido
Pancaldi", quasi schifato, ci abbandona e se ne va lasciandoci senza
giudici di gara. E' a questo punto che l'organizzatore esaurisce le
proprie energie nello sforzo organizzativo finale, vòlto a ottimizzare
l'evento con le poche risorse disponibili. Eseguita infatti una danza
maori in perfetto stile All Blacks, tutto è ormai pronto per iniziare la
corsa. A questo punto Bebbetto Zaccaria appare il più motivato e
concentrato (è l'unico infatti che non sta pensando alla cena post-gara)
e per questo chiede di poter partire per ultimo. Una dopo l'altra si
susseguono le partenze che nascondono malcelate rivalità e sfide
incrociate: Benezac e Emanuele si giocano il primato tra gli scout,
Giulietto e l'organizzatore si contendono la maglia nera, Elia e
Ciocchetti sono ai ferri corti per il primato. Al traguardo la
classifica parla chiaro: Ciocchetti, dall'alto dei suoi tatuaggi in
stile Queequeg, è l'alteta che possiede quei quarti
di nobiltà sportiva in più necessari alla conquista della gloria. E' lui
l'unico che in tre partecipazioni ha vinto altrettante volte. Alle sue
spalle il solito Elia (come Zabel eterno piazzato), poi Bebbetto
Zaccaria e un sorprendente Emanuele Segatori. L'organizzatore intanto
per un solo secondo riesce a strappare la maglia nera a un rassegnato
Giulietto. Quando tutto sembra risolto avviene il colpo di scena:
Bebbetto Zaccaria impugna la classifica e presenta ricorso, accusando i
cronometristi di scarsa competenza. Inevitabilmente il ricorso deve
essere esaminato la sera stessa attorno al tavolo, davanti ad un'ampia
teglia di pizza e ad alcune bottiglie di quello buono, alla presenza del
cronometrista (il padrone di casa), dell'organizzatore, del presidente e
dello stesso Zaccaria. Grazie alla lucidità conferita alla giuria dai
densi fumi dell'alcol la classifica viene confermata nella sua interezza
e il ricorso archiviato. Per fortuna non è necessario rifare le foto del
podio.
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