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8° TROFEO “LA GLORIA” 7 Luglio 2007  

Sarà stata la conseguenza di una congiunzione astrale favorevole, oppure l’effetto della data apotropaica, 07/07/07, fatto sta che al raduno per la disputa dell’8° Trofeo “La Gloria” si presenta un parterre di partecipanti da far invidia al convegno di Erice. Eminenze grigie di ogni campo dello scibile umano, dalla biologia all’economia, dall’informatica alla letteratura, dalla matematica fino alla fisica nucleare, sono pronte sulla due ruote, calzoncini ed elmetto, a contendersi la preziosa rara bottiglia di Vino Kourov destinata al vincitore. Presente al ritrovo anche il vincitore dell’ultima Aniene Gold Race, D’Innocenti, ma solo nel ruolo di osservatore: all’ora della gara egli infatti è atteso per una battuta di pesca allo zifio sulle acque del mar Ligure. L’organizzatore - la voce rotta dall’emozione - con una frase non proprio originale commenta l’evento inaspettato: “Egli mi sembra che oggi abbiamo rinnovato l’Arcadia!”  Il bosco Parrasio però è lontano (come pure, del resto, i laboratori di ricerca) e qui c’è da pedalare sul serio. La prima a prendere il via è Rita Appodia, emula di Alfonsina Strada, la quale si allontana verso il traguardo mulinando sulle pedivelle con l’olimpica serenità di chi ha la certezza di un posto riservato sul podio. Subito dopo però la tensione sale in modo impressionante: è la volta di Giulietto, uno dei protagonisti di sempre. Questi è segnalato in grande forma, grazie agli allenamenti specifici sostenuti nell’ultimo periodo che peraltro gli hanno consentito di calare ben 3 ettogrammi di peso. Dopo una congrua seduta di riscaldamento Giulio si lancia nella sfida e scompare dietro la prima curva. Poi è la volta di Gian Luca, che prende il via al termine di un prolungato allenamento. Lo seguono a distanza di un minuto l’uno dall’altro tutti i restanti concorrenti, con la squadra scout degnamente rappresentata da Emanuele e David: sul traguardo i cronometristi Lory the President e Gianfranco, direttori di corsa, sono garanzia assoluta di precisione e imparzialità. Nei tre brevi kilometri del percorso intanto si dipanano le storie agonistiche dei contendenti: c’è chi è concentrato sulla frequenza di pedalata in rapporto alla frequenza cardiaca; chi è in ambasce per la selezione del rapporto più redditizio; chi si rimprovera un’errata scelta di materiali tecnici; chi si domanda se non c’era un modo più gratificante per spendere quel sabato pomeriggio… Mentre uno dopo l’altro i corridori si susseguono all’arrivo, Pino Primini, dapprima intervenuto in veste di semplice spettatore (blue jeans e camicia di cotone), viene colto dalla sindrome di Walkowiak e in preda a furore irrazionale decide di cimentarsi nella cronometro. Così, in abbigliamento borghese, con perizia degna del migliore Graeme Obree, tra tutte le bici di coloro che hanno già concluso la gara (con la sicurezza di chi sa di essersi sottoposto a tutti i richiami dell’antitetanica) sceglie quella di Giulietto, una specialissima in lega di piombo e ruggine che potrà garantirgli una prestazione al top. L’arrivo di Pino chiude la corsa vera e propria: è tempo di stilare la classifica. Sul cofano dell’ammiraglia del direttore di corsa, dove peraltro l’organizzatore lascia una mistica impronta della propria mano (cfr il caso della baronessa di Carini), si effettuano i conteggi. La graduatoria non lascia adito a recriminazioni: Giorgio Campi si aggiudica il Trofeo “La Gloria” e dopo lo splendido secondo posto all’AGR diventa il più serio candidato alla vittoria nel “Pro Nobis”. Alle sue spalle si piazzano l’ottimo rappresentante della Telecom Roberto Capitani ed Elia, ancora una volta terzo. Rita vince la categoria femminile, anche se perde, sia pure di pochi secondi, la sfida familiare con suo marito Enrico. Sul TLG, assieme alla sera, cala il sipario: i nostri eroi da domani potranno tornare a dialogare dei massimi sistemi.