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10° TROFEO “LA GLORIA” 8 Agosto 2009  

Il decimo Trofeo “La Gloria” si rivela essere, alla luce degli avvenimenti, l’edizione dei record. Il merito va innanzitutto all’ineguagliabile Massimiliano Ciocchetti, al quarto successo personale in altrettante partecipazioni, il quale stabilisce il primato assoluto sulla distanza col tempo spaventoso di 4’51”, alla media folle di 37,113 km/h. Un rilievo cronometrico probabilmente impossibile da migliorare durante il volgere della nostra generazione, a meno di non ingaggiare nei prossimi anni Fabian Cancellara in persona. Accanto a questo principale risultato sono da registrare il record di iscritti, con 20 partenti, e il record di partecipanti femminili. Si segnalano infine, per puro dovere di cronaca, tutta un’altra serie di primati minori, ma non per questo meno significativi, come: a) maggior numero di ciclisti presenti, ma solo teorici e quindi non partecipanti; b) maggior numero di omonimi non parenti (2 Segatori, 2 Capitani, 2 Lanciotti); c) gruppo familiare più numeroso (famiglia Appodia e relativi); d) maggior numero di sigarette fumate al termine della competizione (Primini e Scattone); e) maggior numero di foto scattate mosse; f) maggior numero di insinuazioni sull’onestà e sulla competenza dei cronometristi (ancora Scattone); e l’elenco potrebbe continuare. Malgrado ciò, il novero degli assenti è comunque nutrito: su tutti si lamenta il forfait di Bruno il carburatorista, che pure aveva preparato con accuratezza l’appuntamento, dovuto a problemi di approvvigionamento (le léna); quello di Marco Mancini, per indisposizione, e quello di Nerone per mancata lettura delle e-mail di invito. La gara entra nel vivo fin da subito, alle 5 e mezzo della sera, o giù di lì, con la prova femminile. Rita Appodia, già vincitrice due anni fa si trova a dover fronteggiare l’agguerrita rivalità di Patrizia Di Pasquali e di sua cognata Alessandra Gabrieli. Nonostante la qualificata concorrenza Rita, grazie a una perfetta conoscenza del percorso – suo tradizionale terreno di allenamenti – riesce sul traguardo a distanziare di oltre 1 minuto e mezzo Patrizia, la quale, stretta nella morsa dell’alleanza familiare, deve accontentarsi del posto d’onore. Di seguito scatta la prova maschile e la tensione monta all’inverosimile: la lotta per la vittoria si intreccia con quella per il primato nel Circuito Pro Nobis, inoltre si acuiscono le già profonde rivalità personali tra Mauro Lanciotti, Benedetto Dueta e Benedetto Lollobrigida (gli ultimi due stretti da legami di comparanza); tra Giulietto e l’organizzatore per il primato tra i bikers; tra Silvio Appodia ed Enrico De Smaele per la supremazia nel casato, tra Roberto Lanciotti e Umberto, detto “la locomotiva del Tavoliere”, per evitare la maglia nera. Infine Emanuele Segatori sente la responsabilità di dover sostenere da solo la compagine scout, nella circostanza in formazione ampiamente rimaneggiata. All’inizio prendono il via gli esordienti nella manifestazione e poi via via i più esperti e attempati decani del “La Gloria”, ultimo sua maestà Ciocchetti. Il momento della partenza rivela il diverso stile che ciascuno possiede nell’esercizio della cronometro: Giorgio Campi ha una posizione in sella perfetta fin da subito; Marco D’Innocenti se la prende con calma; Elia Mariano si mostra immediatamente arrembante; Pino Primini evidenzia una tecnica cubana; Giulietto Scattone si attarda a smanettare sul computerino, come se volesse navigare sul web mentre pedala. Eppure quest’ultimo al termine si rivelerà il più veloce tra i muniti di mountain-bike, a scapito dell’organizzatore, il quale lamenterà di essere stato risucchiato dai vortici d’aria prodotti da Roberto Capitani e Giorgio Campi mentre lo sorpassavano. E anche se questi due vanno forti come moto, devono però accontentarsi dei gradini minori del podio, perché Ciocchetti va come un uragano e per la vittoria finale non c’è storia. Restano però da scrivere le storie interne alla corsa: Dueta si è visto rifilare 2” di distacco dal compare, ma entrambi le hanno buscate da Mauro Lanciotti; Silvio Appodia ha agevolmente avuto ragione del cognato Enrico; Umberto Mecci s’è aggiudicato il cucchiajo di legno; la classifica dei bikers vede ben cinque atleti racchiusi in 18” e Giulio recrimina ugualmente, benché abbia vinto la sua sfida. Mentre si addensano le malinconie del dopocorsa arriva sul traguardo Alessandro Micozzi, partito in ritardo, il quale si accredita col tempo autocertificato di 9’11” invocando la legge Bassanini. Resta da comporre il podio e consegnare il tradizionale sampietrino (opera dell’artista-atleta Marco D’Innocenti) al vincitore e poi ci aspetta il terzo tempo in casa dell’assente Marco Ngugi.