Home  Aniene Gold Race
Edizione 2006    Il Percorso    La Classifica    La Cronaca    Le Foto    Logo e Volantino    Il Regolamento


4^ ANIENE GOLD RACE – 30 settembre 2006


Trasformata da ultima classica di primavera in prima classica autunnale, finalmente il 30 settembre si riesce a correre la 4^ Aniene Gold Race. Dopo lo spodestamento dalla sua naturale collocazione in calendario ad opera dell'usurpatrice Jennesina, dopo il rinvio di giugno per via della fuga a Ibiza da parte dell'organizzatore, dopo il rinvio di metà settembre per via dell'abbatimento sulla zona di un uragano monsonico, ci sono volute quelle che gli scozzesi delle highlands chiamano The three times of Saint John, note nel sublacense come Le tre 'ote 'e San Giuanni, perché si potesse disputare la classica del Nord più meridionale della storia. Malgrado le vicissitudini appena descritte, ai nastri di partenza si schierano calibri pesanti del ciclismo locale: personaggi insospettabili come Mauro Bocciaux, Roberto Valentini, Augusto Toni Pira sono pronti a dare battaglia. Ma il vero faro della corsa è Bruno il Carburatorista, il grande allenatore e mentore di tutti noi, all'esordio in una prova del TLG Club. Il tema della gara sono le alleanze sotterraneamente nascoste all'interno del gruppo: Emanuele Segatori e Benedetto Zaccaria rappresentano la lobby bancaria e sono accomunati dalla condivisa ascendenza scout; Lorenzo Sbaraglia e Roberto Valentini sono solidali nel comune destino di musicisti; Toni Pira e Alessandro Micozzi difendono i colori delle forze armate. Tutti però capiscono che per vincere la corsa bisognerà scardinare la morsa dello squadrone di "Quelli delle Otto", rappresentato dall'organizzatore, da Elia, da Bocciaux e che ha il proprio indiscusso capitano nella figura carismatica di Bruno il Carburatorista. Subito dopo il via si scatena la bagarre per imboccare in testa il Papersberg (o salita del Papero), prima asperità di giornata. Il più lesto è Emanuele Segatori, marcato stretto con perfetta tattica da Elia, votato alla causa di squadra. Dietro guida l'inseguimento l'organizzatore. Ma al termine della salita Elia è colto da un attacco di dissociazione junghiana e smessi i panni di concorrente si ricorda di essere il fotografo ufficiale della manifestazione: così si ferma ad immortalare il gruppo che sfila via a tutta. Proprio allora Emanuele si invola, e malgrado le trenate che l'organizzatore produce in testa al gruppo fino ai piedi del Sint-Johannesberg, rimane irraggiungibile per tutti. Quando anche l'organizzatore si affloscia sulla bici, privo di energie, come un palloncino sgonfio e lo sfilano a uno a uno tutti gli inseguitori i giochi sembrano fatti. A questo punto il gruppo è sempre più allungato e sul Moelenberg i distacchi sono già abbastanza dilatati. Per il leader della corsa l'ultimo chilometro è una marcia trionfale e sul traguardo è l'apoteosi, ma dietro si lotta ancora e per il terzo posto sul Muur finale si disputa uno sprint ai ferri corti nel quale Giulietto riesce a spuntarla su Roberto Valentini. Secondo intanto era arrivato Lorenzo Sbaraglia, il quale, visibilmente emozionato, con questa superba prestazione era certo di aver allontanato per sempre da sé ogni sospetto di brogli, che lo accompagnava dai tempi del Trofeo "La Gloria" del 1998. Solo settimo Bruno il Carburatorista, malgrado l'indefesso prodigarsi della sua squadra. Al termine, mentre si pedala passeggiando in scioltezza per raggiungere uno dei luoghi più pittoreschi del lunganiene, nel quale celebrare la cerimonia protocollare, proprio Bruno parte per la tangente e lanciatosi in una tardiva fuga, sparisce dalla nostra vista e di lui non si sa più nulla. A Emanuele intanto va il cd premio per il vincitore: con una grande prova il Segatori si è aggiudicato anche la classifica del Circuito "Pro Nobis". Mentre ci raggiunge Alessando Micozzi, partito con mezz'ora di ritardo per impegni di lavoro, l'ultima emozione della giornata la regala Elia che lascia la fotocamera di Giulietto posata in mezzo alla carreggiata alla mercè delle ruote del gruppo. Vana la disperazione del legittimo proprietario: la Nikon è intatta nonostante tutto.