Con sapiente mossa organizzativa l'Aniene
Gold Race numero 5 si disputa nell'unica giornata del giugno
2007 con temperature al di sotto dei 35°. Potente lo spiegamento
dei mezzi, profuso per assicurare un'edizione della classica del
Nord più meridionale della storia all'altezza della situazione:
4Bokky e Lory the President direttori di gara, Andrea 10
fotografo, Alf Sorniontas ai rifornimenti, il prof. Sbaraglia
all'ottimizzazione evento, Keith Emerson alle tastiere, e via di
questo passo... Unici assenti gli atleti. I temerari al via sono
solo sette, ma sono magnifici, o almeno lo sembrano viste le
numerose pettinature "alla Yul Brinner" presenti alla partenza.
Starter eccezionale e splendida miss della manifestazione è la
first lady della speleologia, mrs. Alberta Cappa, comparsa a
sorpresa tra i canapi che contengono la foga degli scapitanti
pedalatori. E quando alle 17:30 in punto (fuso orario di Malta)
la Signora delle Stalagmiti dà il segnale del via, un brivido
attraversa il gruppo: tutti si lanciano nel tratto in pianura
spingendo il lungo rapporto per cercare di prendere in testa la
prima salita. In realtà la cosa che veramente Elia, Gian Luca e
l'organizzatore (i primi tre nel tratto pianeggiante) rischiano
di prendere in testa è il cofano lucidamente cromato di un
possente fuoristrada che procede in senso opposto alla direzione
di marcia e che sfila sfiorando a pochi centimetri i
malcapitati. Scampato il pericolo, si affronta la salita del
Papero, lungo la quale Elia è costretto a cedere qualche metro a
Gian Luca, mentre l'organizzatore, più indietro, ansima come il
mostro di Dusseldorf di fronte alle sue vittime. Qui, con la
stessa disarmante facilità con cui il cavatore delle Alpi Apuane
solleva il blocco di marmo, Giorgio mulina un rapporto
impossibile e si riporta alla ruota del battistrada Gian Luca.
Da dietro intanto rinvengono anche Lorenzo e Dueta in lotta per
le posizioni che contano. Il momento topico della gara si vive
al Prato di San Giovanni, forse per via del fatto che si è
proprio nel giorno della festa del santo. Sul Sint-Johannesberg,
infatti, Gian Luca fiacca la resistenza di Giorgio imponendo
un'andatura irresistibile per tutti e va in fuga. Qualche km più
in là, all'Inferniglio, le posizioni sembrano ormai consolidate:
Gian Luca apre la fila mentre il fanalino di coda è Giulietto,
che sulla salita della Mola, probabilmente
a causa dell'apparizione a bordo strada di Sorniontas, cede di
schianto, inserisce un rapporto da scolaretto e procede del
proprio passo. I soliti beninformati assicurano che Giulietto
sia stato tradito dai numerosi cannelloni consumati durante il
pranzo pre gara, che non gli hanno garantito l'atteso "picco
glicemico", destinato, nelle intenzioni, ad esaltare le energie
muscolari proprio all'ora prevista per la competizione. Se così
fosse il nostro dovrebbe rivedere il proprio concetto di
carboidrati e maltodestrine. Gli ultimi km di corsa, tra le
Prime Casi e i Cerasi vedono un parziale riavvicinamento di
Lorenzo a Elia e dell'organizzatore a Dueta, segnalato in
difficoltà, ma ormai è tardi per le rimonte e sul Muur finale
Gian Luca si impone nettamente da dominatore, mentre Giorgio e
Elia vanno a completare il podio. L'ultima emozione della
giornata la regalano i direttori di corsa, i quali non
ricordando esattamente la località del traguardo, si allontanano
fino quasi a Comunacque, salvo tornare quasi in tempo per
l'arrivo del 5° concorrente.