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6^ ANIENE GOLD RACE – 12 Luglio 2008


Dopo il rinvio del 29 giugno, causa uragano, l'Aniene Gold Race 2008 si recupera il 12 luglio. Le conseguenze più dirette del cambio di data sono: la dolorosa assenza dell'addetto al catering, Alf Sorniontas; il rientro alle corse di grandi nomi del passato, come Giovanni Melancia e Bruno il Carburatorista; ma soprattutto l'esordio nel ciclismo che conta di Giacomo Micozzi, figlio di Alessandro. Assente al via il vincitore dello scorso anno Gian Luca D'Innocenti, sfrantosi recentemente in una rovinosa caduta, allo sparo dello starter, Jo Bellisario, il serpentone dei contendenti s'invola verso i muri, sfidando pericolosamente le auto che procedono in senso inverso. Sul Papersberg (salita del Papero) Emanuele, vincitore 2 anni fa, cerca di selezionare il gruppo: in seguito al suo forcing in coda si forma il gruppetto dei velocisti che comprende Giulietto, Alessandro e il Carburatorista. La spinta di Emanuele però si esaurisce al prato di San Giovanni (Sint-Johannesberg), quando le gambe del leader della corsa cominciano a risentire dell'improvvida partita di tennis giocata appena un'ora prima. Se ne vanno allora Marco Mancini e Giorgio Campi, mentre rinvengono nelle posizioni che contano Dueta, Elia, l'organizzatore e Giovanni Melancia. All'Inferniglio la coppia al comando è già lontana, intanto tra gli inseguitori l'organizzatore, sfruttando il tratto di pianura, raggiunge il duo Elia - Dueta, che dimostra il proprio strenuo impegno nella corsa chiacchierando amichevolmente dei rispettivi figli. Nel frattempo cede Melancia, mentre Emanuele cerca di tenere duro. All'inizio del Moelenberg, sullo sterrato più sbrecciato, Elia si intraversa e blocca la rincorsa dell'organizzatore. Dueta, più esperto perché regionale della tappa, ne approfitta e si allontana in salita alla caccia del podio. Nel finale Marco Mancini acquisisce su Giorgio Campi un vantaggio di qualche secondo, che gli è sufficiente per trionfare. Terzo è Dueta alle cui spalle si piazzano nell'ordine Elia e l'organizzatore. Pochi minuti dopo, a sorpresa, dall'ultima curva che immette sul Muur finale, spunta "paolocontianamente" Bruno il Carburatorista, protagonista di una incredibile rimonta, che si inserisce clamorosamente in zona punti al sesto posto. Rassegnati arrivano via via tutti gli altri. Ma l'apoteosi si compie quando sul traguardo giunge Giacomo Micozzi, il quale in età da scuola primaria, ha avuto la forza di coprire tutto il percorso di gara pedalando accanto al premuroso babbo.
Prima della cerimonia protocollare l'organizzatore presenta ricorso chiedendo che Elia venga penalizzato e retrocesso all'ultimo posto con lo stesso tempo di Giulietto per scorrettezze, ma la testimonianza di alcuni spettatori, ascoltati come persone informate dei fatti, smonta la tesi dell'accusa. La classifica è confermata e si può quindi passare alla premiazione. Sul podio Marco Mancini, dopo aver ricevuto l'ennesimo trofeo della sua carriera, compie un gesto di gran classe che avrebbe commosso anche Garrone. In pieno spirito decoubertiniano infatti il vincitore chiama sul gradino più alto il piccolo Giacomo e gli regala il segno del primato. Il resto è leggenda. Exit imago.