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25 Febbraio 2007

Sotto un cielo plumbeo, alla temperatura di 2°, finalmente c'è la possibilità di dimostrare chi veramente tra gli atleti della Tre Valli Simbruine "c'ha il fisico". Al parterre di partenza si notano facilmente le assenze, alcune giustificate altre no, ma il numero legale anche stavolta è garantito: la sfida è tra dieci temerari intenzionati ad affrontare innanzitutto l'avversario più ostico. Il maltempo. Prima del via inizia a piovere e l'organizzatore, come fosse il Bernie Ecclestone di turno, dichiara la wet race. Poi, quando già tutti sono schierati - sci ai piedi - sulla griglia di partenza, arriva Josta, in borghese, poco convinto di dover sostenere lo sforzo agonistico con quelle condizioni atmosferiche. Persuaso a prendere parte alla gara dalle proteste del gruppo, va a prepararsi e la partenza è posticipata di un quarto d'ora. Visto però il calare della nebbia e l'infittirsi della pioggia alla fine si decide di dare il via senza aspettare ancora il ritardatario. Si va e subito si scatena la bagarre: il duello principe è tra Elia e Mauro Bocciaux, ma mentre i due contendenti si studiano, a tirare il gruppo è Bebbetto Zaccaria. Dietro, in fila indiana, procedono tutti gli altri. Alla Monna Benezac è già solo, seguito a distanza dall'organizzatore che incredibilmente si ritrova solo, complice anche il crollo di Roberto Germini, detto Gelindo. Elia e Bocciaux intanto si marcano; ancora più dietro il trenino degli ex ciclisti Mauro, Marcello e Paolo, procede compatto; alle loro spalle Bebbetto Lollobrigida conduce da fido gregario il figlio Michele; in coda Josta insegue furibondo. Giunti a campo Minio la pioggia si trasforma in nevicata, Benezac è imprendibile, malgrado l'organizzatore, con gesto caro al Pantani dei tempi migliori, si tolga gli occhiali (la verità è che per colpa della pioggia sulle lenti non vedeva una beneamata cippa) e prenda a marciare con più determinazione. La fuga ormai è andata: l'atteggiamento attendista dei due logici favoriti è stato fatale per l'esito della corsa. In un paesaggio degno di Rigoni Stern, Bebbetto Zaccaria arriva alle Vedute da trionfatore. Secondo è l'organizzatore, nettamente staccato. Per il terzo posto spunta dalle nebbie Elia, il quale si inarca e annaspa alla ricerca delle ultime goccie di energia, segnato com'è dalle fatiche coniugali. Deve resistere al ritorno del più fresco Bocciaux, il quale allo scollinamento che precede di qualche centinaio di metri il traguardo, lo affianca e lo lascia sul posto, in uno sprint a due degno della leggenda di questo sport. Pare che la trasmissione Sfide dedicherà all'episodio una puntata speciale intitolata Sfighe. Via via giungono tutti gli altri Paolo, Marcello, Mauro, Josta, che ha recuperato quel che ha potuto, il promettente Michele e papà Bebbetto. Gelindo invece s'è ritirato non essendo riuscito a ben decifrare le mappe della zona. Al ritorno a Campo dell'Osso c'è giusto il tempo di comporre il podio poi tutti, zuppi di pioggia, fuggono via in cerca di beni di conforto.