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28 Febbraio 2010

L’edizione dell’anno olimpico della gloriosa Tre Valli Simbruine si configura, alla luce dei fatti, come un clamoroso insuccesso da parte dell’organizzatore: nonostante infatti le concomitanti gare sulle nevi di Vancouver avrebbero dovuto fungere da stimolo e da sprone alla pratica dello sci, le iscrizioni alla TVS sono risultate essere ben inferiori alle attese. Né è valso ad attrarre ulteriori partecipanti il promesso rinfresco post-gara allestito dal fido Alfredo. Il flop in tal modo verificatosi ha imposto una riflessione profonda ai vertici dello sport nazionale, tanto che le voci di corridoio dei soliti ben informati parlano di un imminente commissariamento del Club Trofeo “La Gloria”. A ben vedere però, l’esigua quantità di partenti non si è rivolta a scapito della qualità tecnica della manifestazione. A indossare il pettorale della Federazione Canoa e Kayak (gentile prestito del Canoanium Subiaco), infatti, c’erano alcuni tra i nomi più prestigiosi del fondismo di quartiere: da Emanuele Lollobrigida a Elia; da Roberto Valentini ad Antonello Onori; da Marco Josta a Giuliano Roscetti. Senza trascurare gli esordienti Giulietto, dato in grande spolvero dopo le estenuanti sedute di allenamento sostenute nei mesi precedenti, e Alessandro Scafetta, detto Sansone, al rientro nell’ambiente dello sci che conta. A completare il danielepiombiano parterre-de-roi di contendenti, si poneva Serena Onori, sicura della vittoria nella categoria femminile sin dal via e pronta pertanto a svolgere un prezioso lavoro di squadra per il marito Giuliano, se non altro dal punto di vista del sostegno morale.Subito dopo lo sparo dello starter (il solito Alfredo, nel consueto ruolo di fac totum) e fino alla Monna i distacchi rimangono curiosamente contenuti, il che la dice lunga sul generale stato di forma degli sciatori. Si evidenziano però due treni, separati da un leggero gap, nel quale corre intercalato e sospeso Giulio Scattone. Il primo treno comprende i migliori, destinati a giocarsi la vittoria, con Emanuele che guida seguito da Elia, Antonello, Giuliano e Roberto; il secondo invece, comprendente i battuti, procede tra coriandoli e cotillons, cantando “pe-ppé-pe-pe-pe-ppéééééé”, con l’organizzatore che controlla da par suo Josta e Sansone. La svolta della corsa alla Monna, tra le sagome malinconicamente abbandonate delle sostruzioni scioviarie: la caduta di Roberto Valentini (condizionato da un’errata scelta di materiali) spezza il gruppo di testa ed Elia approfitta della situazione per forzare il ritmo. Gli resiste il solo Emanuele Lollobrigida, mentre Antonello e Giuliano si rassegnano a inseguire di comune accordo. Dalle parti di Campo Minio la situazione è ormai delineata: si attende un doppio sprint a due per l’assegnazione della vittoria finale e per il gradino più basso del podio. Roberto intanto, con gli sci che gli sfuggono da tutte le parti, subisce il ritorno di Giulietto, dell’organizzatore e di Sansone. Prima del pianetto delle Vedute l’ultimo brivido della corsa: con uno stratagemma omerico Sansone scavalca l’organizzatore e si installa al sesto posto. Intanto, in una volata a senso unico, Elia regola Emanuele e dopo un’infinita serie di piazzamenti coglie la prima vittoria nel circuito del TLG Club. Poco dopo è Antonello a guadagnarsi il secondo podio consecutivo, dopo l’exploit dell’anno scorso. Giulio, promettente debuttante, è quinto al termine di una gara di contenimento, appresso a lui arrivano Sansone, l’organizzatore, Roberto Valentini, Josta e da ultima Serena Onori, con la rilassatezza di chi sa bene di non avere rivali. La cerimonia protocollare è affidata ad Alberta Cappa che consegna il prestigioso cd ad un commosso Elia: premio quanto mai azzeccato, per un uomo che non ha mai ascoltato musica in vita sua. Il resto è fratellanza e convivialità intorno al the liofilizzato vaticano di Alfredo, in attesa della stagione della bici, verso mille altre inimitabili avventure (senza il nostro amico playmobil).