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2° Tour delle 6
Chiese - 22 Settembre 2007
UNA VERA ESPERIENZA PENITENZIALE
Ritorna dopo
due anni di assenza il Tour delle 6 Chiese, ma al via mancano quasi
tutti i contendenti al Circuito “Pro Nobis” 2007: Giorgio Campi è
sicuro della propria superiorità e così resta a casa a guardare
Incantesimo, Gian Luca D’Innocenti ha lasciato il ciclismo per
la pesca ed è segnalato all’inseguimento di un grampo bianco, Elia
del clan dei Mariano parte in ritardo per via dello sciopero dei
controllori del volo delle cicogne. Nonostante ciò il lotto dei
partenti non delude. Ci sono due esordienti di rilievo: Paolozzi e
Franco Pistoia; ci sono vari, più o meno graditi, ritorni: Benedetto
Zaccaria, vincitore dell’ultima Tre Valli Simbruine, Emanuele
Segatori, Maurizio Cerreoni e il guru degli sportivi aniensi, Bruno
il carburatorista, sempre in gran forma a fine stagione. A tenere
banco tra i numerosi familiari accorsi a seguire la gara è la sfida
tra l’organizzatore e Giulietto per il 4° e 5° posto nella
classifica finale del CPN. In partenza l’andatura è tranquilla e nel
gruppetto si conversa amabilmente a proposito della prossima
vendemmia e dell’ottima annata per i vini bianchi: così se ne va il
primo kilometro, dopodiché, sornione, Benedetto Zaccaria aumenta a
poco a poco l’andatura e allunga il collo al plotoncino che inizia a
perdere vagoni. Il forcing prodotto fa male, la pendenza
della strada anche: ben presto il Benezac rimane da solo e s’invola.
A questo punto Paolozzi, con cuore da assaltatore ussaro, incita gli
altri all’inseguimento, ma accortosi di essere guardato in tralice
dai più diretti avversari decide di fare da solo. A metà corsa le
posizioni sono ben delineate: Zaccaria è in fuga, all’inseguimento
Lozzi, poco dietro Segatori, poi due coppie divise da pochi secondi:
Giulietto – Cerreoni e l’organizzatore – Pistoia. Alle loro spalle
Bruno, attardato da ben tre telefonate di lavoro ricevute sul
cellulare nel momento del massimo sforzo. Davanti a San Giovanni, in
corrispondenza degli unici 36 centimetri di pianura del percorso,
l’organizzatore mulinando sul lungo rapporto rientra su Cerreoni e
Giulietto, ma quando la strada ricomincia a puntare verso l’alto è
costretto ad alzare bandiera bianca; così torna a collaborare
all’inseguimento assieme a Franco Pistoia. Sul traguardo di monte
Porcaro, tra fotografi, parenti, direttori di corsa e presidenti,
trionfa Benedetto Zaccaria, che nel finale amministra agevolmente
circa un minuto di vantaggio su Paolo Lozzi, più staccato Emanuele è
ottimo terzo. Successivamente Giulietto regola Cerreoni allo sprint,
mentre l’organizzatore corrompe ignobilmente Pistoia per farsi
lasciare il punto spettante al sesto classificato. Ottavo è il
carburatorista frenato, come detto, dalla Omnitel. Chiude la serie
degli arrivi Elia, partito con un quarto d’ora di ritardo per motivi
di famiglia.
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