|
3° Tour delle 6
Chiese - 18 Ottobre 2008
Richiesto a gran voce di popolo,
l’allestimento del terzo Tour delle 6 Chiese va in scena in autunno
inoltrato e sebbene di questi tempi in molti abbiano già mollato la
due-ruote, in maniera sorprendente la partecipazione è decisamente
superiore alle attese. Al raduno di Santa Scolastica si ritaglia il
proprio spazio anche una “sezione fumatori” composta da Pino Primini
e Angelo Nerone, il quale – pipa, berretto di lana e parrucca
modello Pink-Floyd-periodo-acido – sembra l’imperatore Caracalla
durante le serate galliche. Il leit motif della giornata è comunque
il duello Giorgio Campi vs Benedetto Zaccaria, che, in assenza di
Marco Mancini, assegnerà il titolo del Circuito “Pro Nobis”. Ma non
mancano altre sfide interessanti: una su tutte quella tra Memmo
Sbaraglia ed Enrico Regalier, esordiente di giornata insieme a
Fabrizio Callaringi.
Allo sparo dello starter l’organizzatore sferra l’attacco del
mattino, intenzionato a portar via con Pino Primini la classica fuga
bidone che a volte premia i coraggiosi (cfr casi Walkowiak 1956 e
Chiappucci 1990). Primini però non ci crede fino in fondo e così il
tentativo è presto rintuzzato dal gruppo allungato in fila indiana
nello spasimo dell’inseguimento. Raggiunta la prima galleria, il
gruppo vi entra compatto, ma ne esce scompattato. In testa restano
le bici da corsa – della serie: “ti piace vincere facile?” -
assieme a due biker, Elia ed Emanuele Segatori, che resistono
strenuamente. Di lì a poco si arriva sul tratto più impervio della
salita dove Tiziana Rapone, primadonna, transita addirittura con un
vantaggio oscillante tra i 6 e i 6 secondi e mezzo su Regalier,
staccato in precedenza dal diretto antagonista Memmo. Quest’ultimo,
in compagnia di Elia, fa l’elastico in coda al gruppo dei leader
tirato instancabilmente da Roberto Capitani, alla cui ruota restano
passivi Callaringi, Campi e Zaccaria. Al kilometro 5 Fabrizio
Callaringi rompe gli indugi e con una serie di scatti consecutivi
tenta di compiere la selezione. Sono però i tradizionali vani scatti
delle dieci pedalate che dànno come unico risultato l’affaticamento
dell’audace promotore dell’azione. Capitani infatti rinviene
rapidamente sul fuggiasco mentre Campi resta nelle posizioni di
attesa, con Zaccaria sulla difensiva. Il pianetto di San Giovanni
dell’Acqua è teatro di quella che sembra la mossa decisiva: Roberto
Capitani è protagonista di un allungo veemente che mette alle corde
Callaringi. Nessuno appare in grado di rispondere e per Roberto il
successo sembra ormai a portata di mano. Ma non è così: sul curvone
seguente, dove ricomincia la salita più sensibile, spunta Giorgio
Campi che supera Capitani e guadagna circa 150 metri di vantaggio
destinati a risultare incolmabili. Dietro intanto Memmo Sbaraglia
continua ad accumulare minuti su Regalier, mentre Nerone (di
professione sanitario paramedico di rianimazione), per recare
assistenza, torna indietro nel luogo in cui si sta consumando il
dramma di Primini, in crisi nera, al cui confronto Dorando Petri
pareva leggero e agile come Nureyev.
Sul traguardo di monte Porcaro Giorgio Campi mette in fila Capitani,
Zaccaria e Callaringi, che giunge provato (qualcuno assicura di
averlo visto zigzagare). Poi più staccati si susseguono Memmo ed
Elia, quindi Segatori. Dopo un intervallo di 7 minuti dal rivale di
sempre è la volta di Regalier, alle cui spalle c’è Tiziana Rapone,
vincitrice femminile, e appresso il gruppetto dei battuti aperto
dall’organizzatore. Prima ancora che arrivino i due “fumatori”,
Primini e Nerone, chiudono la prova Dueta e Giulietto, partiti con
una decina di minuti di ritardo giustificato. La cerimonia
protocollare vede sul podio Tiziana Rapone e Giorgio Campi,
trionfatore anche nel “Pro Nobis” con un ruolino eccezionale (un
secondo e due primi posti). Infine mentre si ridiscende verso casa
incontriamo Bruno il carburatorista che sebbene partito con un’ora
di ritardo si impegna nel pedalare come se fosse nel pieno
dell’agone. Non possiamo esimerci dall’inserirlo nella classifica.
(cronaca redatta in base alla
testimonianza di Enzo, direttore di gara)
Le interviste
Roberto Capitani: “I
miei avversari? Campi non ha mai collaborato. Zaccaria non l’ho
proprio mai visto. Sono comunque contento di aver battuto l’astro
nascente del ciclismo sublacense e cioè Callaringi”.
Memmo Sbaraglia: “Sono contento
di aver sconfitto il mio antagonista preferito Regalier e di avergli
affibbiato 6 minuti e 72 secondi di distacco. Tra l’altro la mattina
avevo già affrontato 84 km di allenamento”.
Enrico Regalier: “Sono stato
condizionato dall’alimentazione: ho pranzato alle 14 (mangiando
benino), mentre Memmo alle 13. L’andatura forte fin dall’inizio mi
ha bloccato. Sono comunque soddisfatto: del resto non ero partito
per battere Memmo, ma per arrivare prima di lui. Mi rifarò alla
prossima occasione, magari in pianura. Tra l’altro sono stato
sfavorito dal fatto che ho aspettato inutilmente per tutta la gara
il vento favorevole”.
Angelo Nerone: “Dopo un terz’ultimo
e un penultimo posto, finalmente sono arrivato ultimo. Era il mio
obiettivo. Ora non posso che migliorare”.
|