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LA LEGGENDA
DEL TROFEO “LA GLORIA”
Quando ci si trova
nell’imminenza di avvenimenti sportivi che in passato hanno contribuito a
cancellare il limite sottile tra storia e leggenda, inevitabilmente riemergono
alla superficie della memoria innumerevoli fotogrammi dei tempi che furono, i
quali, sedimentati nella coscienza di ciascuno, riprendono a scorrere
vorticosamente, consentendoci di rivivere i labirinti di un mito, nel breve
volgere di un attimo fatale. E’ il caso del Trofeo “La Gloria”, gara nata
ai tempi del ciclismo eroico, che negli ultimi anni ha rinnovato i propri fasti
su quelle strade d’Italia consacrate alla leggenda da una tradizione oramai
indelebile, patrimonio di una nazione intera.
Quel
Trofeo “La Gloria” divenuto presto proverbiale (da qui il vecchio adagio che
recita: correre per la gloria) e che
negli anni ha ispirato le pagine memorabili di Dino Buzzati, Orio Vergani,
Alfonso Gatto, Antonio Sbraga, nacque nel 1909 dalla geniale intuizione di
alcuni accesi appassionati del velocipede. Ispirati dal concomitante primo Giro
d’Italia, questi pionieri delle due ruote diedero vita a una gara in linea
che, per la durezza del percorso e la implacabile furia degli agenti atmosferici
(si disputò il 25 gennaio), risultò alla fine drammatica. I quaranta
partecipanti dovettero affrontare le ascese dei monti Autore, Tarino, Cotento,
per giungere al traguardo posto in vetta al monte Viglio: di loro arrivarono
alla fine solo cinque atleti. Degli altri non si seppe più nulla.
Negli
anni successivi la corsa venne abbandonata per mancanza di iscritti: tutti gli
atleti contattati dagli organizzatori, con sprezzo del pericolo, preferirono
arruolarsi volontari nell’esercito italiano, che di lì a poco sarebbe stato
impegnato nei combattimenti delle guerre coloniali, della guerra di Spagna e dei
due conflitti mondiali. Negli anni del dopoguerra alcuni dei più noti corridori
del tempo, reduci da tutte le guerre, alla notizia della ripresa della ormai
classica corsa, abbandonarono l’Italia per entrare nella legione straniera.
Bisognerà
così attendere la fine degli anni ’90 per assistere a una nuova edizione del
“La Gloria”. Il 1 agosto 1998 infatti alcuni disgraziati rinverdirono i
fasti di questa leggendaria manifestazione, proponendo una gara a cronometro di
3 km da disputare sulla provinciale che collega Subiaco a Cervara. Lo scopo
principale degli organizzatori era quello di far divertire Antongiulio, al quale
era stata malauguratamente regalata una maglia rosa in occasione del suo
compleanno, e mostrare a tutti quanto lo sport possa avere effetti deleteri e
fare effettivamente male. Da allora il Trofeo “La Gloria” non smise più di
acquistare prestigio e importanza, tanto che i francesi iniziarono a chiamare la
corsa la doyenne, i belgi la
ronde e i napoletani la cors’ ‘e
sfaccimme; fino a giungere alla quinta edizione nel 2002, quando il Trofeo
“La Gloria” visse il proprio atto concusivo. Dopo cinque anni infatti si era
esaurito lo spazio nell’album delle foto e così gli organizzatori decisero di
farla finita. Si costituì allora il Trofeo La Gloria Club, che negli anni
successivi pose le basi per altre gare da leggenda come la Tre Valli Simbruine
di sci e l’Aniene Gold Race di ciclismo.
In
attesa che in un futuro prossimo si abbia qualcosa di meglio e di più utile da
fare.
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