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Santissima Trinità
Sebbene
gli atleti siano portati per loro stessa natura a condurre una vita
piuttosto ascetica e distaccata dai vizi mondani, pure accade
sovente che nel languore dei mesi invernali, i meno consoni alla
pratica del sano ed etico sfogo dell’esercizio fisico, per
ciascuno di loro si vada via via accumulando un bagaglio più o meno
ingombrante e gravoso di peccati destinati a pesare non poco sulla
coscienza. Per questo non appena giunto il risveglio dell’estate,
arriva, di solito puntualmente, il severo ma paterno richiamo di Sua
Eccellenza Reverendissima Bebbetto Dueta, il quale ci invita
pressantemente a compiere un laborioso cammino penitenziale, perché
la nostra coscienza ritrovi la serenità perduta. A questo scopo
egli annualmente organizza un pio pellegrinaggio in bicicletta al
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santuario vallepietrano della SS. Trinità, santuario caratterizzato
dall’essere sperduto tra le montagne e dall’essere raggiungibile
esclusivamente attraverso una interminabile strada in salita.
Soppesando, nella sua grande saggezza, l’entità e la gravità
delle colpe dei partecipanti, il reverendo Dueta spesso poi propone
interessanti varianti al percorso solito, al fine di rendere il
cammino più duro e complicato e, di conseguenza, l’esperienza
maggiormente catartica. Per questo generalmente alla fine di ogni
pellegrinaggio il devoto ciclista si trova nelle condizioni di dover
ricominciare tutto da capo, stanti le maledizioni uscite per tutta
la giornata dalla sua bocca all’indirizzo del suddetto Dueta, che
vanno nuovamente ad inficiare il rinnovato candore della sua anima.
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