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800 km
circa, da Roncisvalle a Santiago de Compostela, dai
Pirenei fin quasi a lambire l’oceano Atlantico,
attraverso il Nord della Spagna, per raggiungere il
sepolcro dell’apostolo Giacomo, lungo il percorso
conosciuto come Cammino Francese. E’ questo l’archetipo
di tutti i pellegrinaggi: durante il Medioevo infatti
venivano chiamati “palmiti” coloro che si recavano,
devotionis causa, al Santo Sepolcro di Gerusalemme;
“romei” coloro che visitavano la tomba di san Pietro a
Roma; mentre i veri “pellegrini” erano coloro che
raggiungevano il santuario di Santiago de Compostela,
attraverso un itinerario pieno di pericoli e difficoltà,
che veniva tuttavia chiamato Strada delle Stelle oppure
Via Lattea. Oltre 700 anni dopo siamo noi a ripercorrere
le stesse strade, per mezzo di comode biciclette, senza
tanti rischi, se non quelli connessi ai limiti del
nostro fisico: per noi il viaggio a Santiago rappresenta
il pellegrinaggio major, da compiere una volta
nella vita, spinti da motivazioni differenti, che
comunque ci accomunano e ci rendono compagni di viaggio.
Auspice dell’iniziativa è da anni Benedetto Dueta, che a
più riprese nel tempo ha tentato di organizzare una
comitiva allo scopo. Finalmente nell’estate di questo
2011 l’impresa è andata in porto: un gruppo di quattro
ciclisti (Dueta, Gian Luca D’Innocenti, Massimiliano
Ciocchetti e chi scrive) alla fine di luglio ha mosso
verso la Spagna per compiere il Cammino. Solo quattro
pedalatori. Ma assai più grande è stato il numero di
quelli, spesso sconosciuti, che lungo la strada ci hanno
aiutato e ci hanno consentito con la propria
collaborazione di giungere più agevolmente a
destinazione. E noi non ne abbiamo dimenticato neanche
uno.
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