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Quando gli organizzatori piemontesi riuscirono ad ottenere dal Comitato Olimpico Internazionale l’assegnazione delle Olimpiadi invernali per il 2006, ebbero l’irripetibile opportunità di poter inserire nel programma delle gare una manifestazione dal fascino unico e dalla luminosa tradizione: la Tre Valli Simbruine di sci da fondo. La macchina organizzativa di Torino 2006 però lasciò cadere quella singolare occasione, adducendo il fatuo pretesto che la gara allestita dal Trofeo “La Gloria” Club era leggermente fuori mano rispetto all’area in cui sarebbero state concentrate le competizioni olimpiche. Una scusa palese, necessaria a nascondere motivi politici ben precisi. I soliti ben informati dietrologi infatti hanno voluto ravvisare alla base dei quello che a tutt’oggi è considerato il “Gran Rifiuto Alpestre” una bieca manovra volta ad oscurare una gara che col proprio naturale splendore avrebbe rischiato di relegare al secondo piano delle attenzioni mediatiche la kermesse a cinque cerchi. Insomma le Olimpiadi di Torino 2006 dovevano fare a meno della Tre Valli Simbruine per evitare di essere sopraffatte, dal punto di vista dell’interesse mondiale, dalla celebre corsa appenninica. Da parte loro i responsabili del TLG Club, vistisi messi da parte con spirito molto poco olimpico, accettarono la sfida della concorrenza e lanciarono nel giro di poche settimane “Subiaco 2006 – 1st Inter-nos Winter Olympic Games”, una sorta di Olimpiade ad uso privato, destinata a fungere da contraltare della più blasonata silloge sportiva torinese. Fulcro della stagione di Subiaco 2006 ancora una volta era destinata ad essere la quarta edizione della Tre Valli Simbruine, posta in calendario per il 12 febbraio, in perfetta concomitanza con la manifestazione rivale. Inutile dire che con malcelata malafede la Tre Valli Simbruine fu volutamente ignorata dai principali mezzi di comunicazione sociale, ma gli esponenti del TLG Club, con la fierezza che li contraddistingue in ogni circostanza, imperterriti, realizzarono il proprio progetto ottenendo un successo oltre ogni aspettativa, grazie anche alla solidarietà dimostrata da tanti amici. Primi fra tutti quelli che si nascondono dietro il sito www.livata.it, pazzi quanto noi, se non di più.